03Lug

Partecipiamo a TIME IN JAZZ 2019 @Berchidda

Daniele Longo

in

UN PIANOFORTE COME CIELO
0>36 mesi con i genitori, con prenotazione

Berchidda, ludoteca comunale

LUNEDI’ 12 AGOSTO ore 10.00

 

 

Debora Mancini e Daniele Longo

in

PIANO LEGGENDO

da 3 anni

Berchidda, Pineta Sacro Cuore

LUNEDI’ 12 AGOSTO ore 18.00

 

INFO SUI DUE CONCERTI

 

UN PIANOFORTE COME CIELO e PIANO LEGGENDO fanno parte del progetto PIANOKIDS    di RealtàDeboraMancini

 

TIME IN JAZZ – IL FESTIVAL RACCONTATO DA PAOLO FRESU

<< In principio erano la passione, la musica e la banda. Queste divennero il gruppo da ballo per gli infiniti matrimoni berchiddesi e i complessi per allietare le feste paesane, i tè danzanti e i carnevali galluresi. Fino a quando, dopo aver visto una piccola parte di mondo e frequentato alcuni festival nazionali e internazionali, non sentii l’esigenza di creare nel mio piccolo paese qualcosa che mettesse a frutto ciò che avevo appreso e raccolto altrove.

Time in Jazz fu una nuova semina e un nuovo raccolto. […]

Per questo nasce, nel lontano 1988, un festival di jazz in Sardegna, precisamente a Berchidda.

Nasce dal volere di un piccolo gruppo di persone che, trent’anni fa, hanno creduto nell’impossibile che diviene possibile: che potesse, cioè, nascere un festival di jazz in un piccolo paese del Logudoro, di sole tremila anime, lontanissimo dalle centralità culturali dell’Italia e del vasto mondo. Un luogo che, dunque, non aveva nessun rapporto con la musica che veniva da oltreoceano se non per il fatto che a Berchidda c’è un’antica banda musicale e ci sono io, che masticavo il jazz ormai da una decina d’anni, imbevuto dai miti americani. […]

Time in Jazz fu il titolo scelto. Non sapeva di nulla e in inglese era solamente un’accozzaglia di parole, ma funzionava visivamente e suonava bene.

Il tempo del jazz, dunque.

Anzi, Il nuovo tempo del jazz! fu il suo sottotitolo per diverse edizioni. Nuovo perché voleva essere diverso e perché aveva l’ambizione di raccontare il jazz da un altro punto di vista: il mio.

Gli obiettivi erano molteplici: dare continuità alla manifestazione che si sarebbe svolta, come ogni vero festival, con cadenza annuale, radicarla nel territorio attraverso progetti che tenessero conto della nostra cultura e, infine, farne uno strumento capace di sviluppare l’economia e il turismo, portando pubblico da tutte le parti d’Italia e caratterizzando Berchidda come luogo unico e originale, dove potessero succedere cose che non accadevano altrove.

Sapevo, del resto, che quello era, probabilmente, l’unico modo per attirare gente verso l’interno dell’isola. Il turismo diffuso, trent’anni fa, non era ancora in voga e l’unica Sardegna conosciuta era quella costiera e quella, ancora più blasonata, del turismo spendaccione e un po’ volgare dei VIP della Costa Smeralda.

Quel manifesto dichiarava la volontà di fare del festival uno strumento di sperimentazione e scambio, dove gli artisti si sarebbero potuti incontrare per produrre cose nuove, capovolgendo quell’atavica mentalità secondo la quale le idee migliori vengono sempre da fuori.>>

Time in Jazz, Paolo Fresu, Franco Cosimo Panini Editore, 2017