LA CUCINA E' BRICCONCELLA. UNA CENA CON ARTUSI

Non solo un reading- musicale

con

DEBORA MANCINI

e DANIELE LONGO, pianoforte, voce, fisarmonica, cajon, piccole percussioni

 

PROGETTO

Un reading enogastronomico dedicato alla figura di Pellegrino Artusi (1820 – 1911) autore di uno dei ricettari più famosi e divertenti della nostra storia culinaria “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” , è un’occasione per conoscere un uomo e un cuoco che ha contribuito, a suo modo, a creare un’Italia più unita, riorganizzando le varie tradizioni locali e gettando le basi per quella che da allora sarebbe stata conosciuta come “la buona cucina italiana”. Nessun ricordo però è più vivo di un’esperienza diretta…ecco, allora, lo spettacolo trasformarsi in un vero e proprio evento conviviale alternando alle letture del ricettario artusiano, la degustazione dei piatti ad esso ispirati realizzati dallo chef della casa.

La lettura delle ricette a cura di Debora Mancini e la musica eseguita da Daniele Longo, tra liriche ottocentesche e improvvisazioni jazz, rappresentano un binomio perfetto per celebrare l’arte della lingua e quella del palato.

 

ALCUNE NORME D’IGIENE CONSIGLIATE DA PELLEGRINO ARTUSI

“Avvezzatevi a mangiar d’ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia”.

“Meglio è il pasteggiar di mattina con acqua pura e bere in fine un bicchierino o due di vino da bottiglia”.

“Se volete una buona regola, nel pranzo arrestatevi al primo boccone che vi fa nausea e senz’altro passate al dessert”.

“Fra la colazione e il pranzo lasciate correre un intervallo di sette ore, che tante occorrono per una completa digestione”.

 

 

ALCUNE RICETTE CITATE
RICETTA 231 GNOCCHI ALLA ROMANA:
“Si dice che a tavola non si dovrebbe essere in meno del numero delle Grazie, né in più del numero delle Muse. Se vi aggirate intorno al numero delle Muse, raddoppiate la dose”.

INTRODUZIONE ALLE SALSE:
“La miglior salsa che possiate offrire ai vostri invitati è un buon viso e una schietta cordialità”.

RICETTA 87 I MACCHERONI ALLA BOLOGNESE
“Se le paste si sentono durettine, riescono più grate al gusto e si digeriscono meglio. Sembra questo un paradosso, ma pure è così, perché la minestra troppo cotta, masticandosi poco, scende compatta a pesar sullo stomaco e vi fa palla, mentre se ha bisogno di essere triturata, la masticazione produce saliva e questa contiene un fermento detto ptialina che serve a convertire l’amido o la fecola in zucchero ed in destrina”.

  

Letture tratte da “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi

Musica, improvvisazioni e sonorizzazioni di Daniele Longo

Allestimento di quadri con verdure ed ortaggi realizzato da Francesco Mancini

Foto di scena di Samira Zuabi Garcia

 

La cucina è una bricconcella. Una cena con Artusi

è un progetto Realtà Debora Mancini